OPERAZIONE CONTRO MILITANTI NO-TAV, DECINE DI ARRESTI
Comunicati - News
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:54
OPERAZIONE CONTRO MILITANTI NO-TAV, DECINE DI ARRESTI.
COINVOLTO CONSIGLIERE CHE ACCOMPAGNO’ SCOLARESCA SUI CANTIERI. IL COISP: LA MAGISTRATURA NON FACCIA SCONTI AI VIOLENTI!

“Sono certo che al termine dell’operazione della Digos di Torino per l’arresto di decine di militanti No-Tav ritenuti responsabili di aver partecipato agli incidenti della scorsa estate, si potrà fare luce sulla reale natura degli episodi di violenza avvenuti in Val di Susa, che hanno lasciato feriti sul campo oltre 200 uomini delle Forze dell’Ordine”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia. “Non si è trattato di semplici e legittime manifestazioni di dissenso da parte della popolazione di quei territori - aggiunge Maccari - ma di un’autentica azione di guerra, preordinata e coordinata in maniera para-militare, con la quale si è tentato di colpire l’autorità dello Stato. Ciò che è più grave, è che alla violenza sistematica si è unita un’azione di indottrinamento con la quale si è cercato di coinvolgere i ragazzi delle scuole, che addirittura sono stati portati in gita nei luoghi degli scontri ed ai quali è stata rappresentata una realtà secondo la quale i manifestanti violenti sarebbero dei paladini dei diritti civili, mentre Poliziotti e Carabinieri sarebbero dei violenti strumenti di un regime repressivo. Si è cercato scientificamente di instillare anche nei giovani l’odio e il disprezzo per le Forze dell’Ordine chiamati a garantire la sicurezza delle popolazioni e dei lavoratori dei cantieri dell’Alta Velocità. Un odio che una qualsiasi scintilla trasforma facilmente in violenze e aggressioni. Dalle notizie di agenzia si apprende, e non si può negare la soddisfazione, che nell’operazione di oggi è coinvolto il consigliere comunale che accompagnò una scolaresca bergamasca in visita al cantiere di Chiomonte, il cui comportamento avevamo già duramente denunciato come COISP, chiedendo al Ministro dell’Istruzione di fare chiarezza sull’episodio. Ci aspettiamo ora che la Magistratura faccia in pieno il suo dovere, senza fare sconti a coloro che si sono resi protagonisti di violenze e tentativi di omicidio e che ora dovranno pagare per i loro delitti”.
Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Gennaio 2012 17:55
 
7 ore per firmare i decreti di espulsione da parte del Prefetto
Comunicati - News
Lunedì 23 Gennaio 2012 18:55
Spesso e sovente il sindacato di polizia Co.I.S.P. è intervenuto per denunciare gravi situazioni di sicurezza per i cittadini e per gli operatori di polizia.
I recentissimi fatti accaduti in via Piave a Mestre, dove ricordiamo gli uomini delle volanti sono stati attaccati da cittadini extracomunitari, hanno imposto di aumentare i servizi di controllo del territorio, con lo scopo di assicurare una serena e civile convivenza nelle nostre strade cittadine.
Ebbene, uno di questi servizi organizzati dal Commissariato P.S. di Mestre, ha permesso di individuare e quindi accompagnare in ufficio oltre a vari cittadini extracomunitari, un certo numero di cittadini comunitari due dei quali, hanno richiesto l’avvio delle procedure poste in essere dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Venezia per l’espulsione dal territorio italiano.
L’iter cartaceo, è terminato verso le ore 12.45, momento in cui la richiesta di espulsione, è stata trasmessa per competenza alla Prefettura, che doveva sottoporla alla firma del Signor Prefetto di Venezia.
Le due firme, sono però arrivate in Questura – Ufficio Immigrazione solamente alle ore 20,00 determinando così un attesa che agli occhi del personale impiegato già dalle ore 7.00 della mattina è sembrato spropositato.
Com’è stato possibile diciamo noi che il Signor Prefetto di Venezia abbia potuto firmare e restituire il carteggio solamente sette ore dopo averlo ricevuto?
Perché gli atti riguardanti l’espulsione dei cittadini comunitari necessitano della firma del Signor Prefetto, mentre quelli riguardanti i cittadini extracomunitari sono firmati da funzionari della prefettura?
La differenza inspiegabile, ha di fatto creato che diversi poliziotti, hanno dovuto protrarre in straordinario, la loro attività lavorativa ben oltre le 20 di sera, causando così una spesa per la collettività che si poteva e si doveva evitare.
Noi augurandoci che fatti simili non accadano più, ci prodigheremo in tutti i modi affinché in futuro il Signor Prefetto di Venezia, possa mettere celermente la sua preziosissima firma evitando così spese inutili alle casse dello stato e nel contempo il rispetto dei diritti dei poliziotti veneziani !!
Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2012 18:56
 
Camere di sicurezza: i poliziotti mortificati e ridotti alla stregua di ragazzi di bottega e badanti
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Venerdì 13 Gennaio 2012 14:02
Camere di sicurezza: i poliziotti mortificati e ridotti alla stregua di ragazzi di bottega e badanti

“Era nell’aria che accadesse ed è accaduto. Aver dato seguito alle disposizioni in merito all’utilizzo delle camere di sicurezza per trattenere gli arrestati, ha creato confusione, disagio alla normale attività della Polizia e purtroppo ha fatto sì che dei seri professionisti arrivassero anche a mettersi in ridicolo”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, parlando dell’utilizzo della camere di sicurezza delle Questure, per contestare l’efficacia del provvedimento, porta un esempio pratico accaduto a Venezia.
“La persona da trattenere, nei giorni scorsi, era una donna che in quel particolare momento aveva necessità di assorbenti - dice Maccari -. Tralasciando tutti i particolari della vicenda, basti sapere che una volante con due poliziotti (uomini) in divisa (forse affidare il compito a una donna in borghese sarebbe stato se non altro più opportuno….) è stata “distratta” dai normali compiti per andare in ospedale a prendere un pacco di assorbenti”.
“Ora a parte la vicenda di per sé grave - dice il Segretario Generale - è inaccettabile che ai poliziotti venga chiesto di origliare dietro le porte delle camere di sicurezza, che non si dica chiaramente se chi è predisposto alla sorveglianza poi debba anche accompagnare il presunto colpevole in tribunale, che si predispongano tanti documenti da firmare come se quello tra il detenuto e la Questura fosse un contratto. I poliziotti, con questo provvedimento, iniziano a somigliare più a dei ragazzi di bottega, a dei badanti, con il rispetto ovviamente per chi fa questi lavori e vengono mortificati nella loro professionalità”.
“Ancora una volta - conclude Maccari - dobbiamo chiedere e chiederci che Polizia vuole questo Stato. Una Polizia che contribuisca a costruire un’Italia più sicura e quindi più libera o una Polizia fatta non più da Servitori dello Stato ma resa alla stregua di servi di Governi incapaci di assolvere al mandato che è stato loro affidato!”
Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 14:10
 
Celle di sicurezza presso la Questura di Venezia - segnalazione
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Venerdì 13 Gennaio 2012 14:00
Egregio Signor Questore
in data 30 dicembre u.s. la S.V. ha emanato apposita ordinanza relativamente all'apertura e utilizzo delle celle di sicurezza site all'interno della Questura.
In detta nota, Lei faceva esplicito riferimento alle consegne che il Dirigente la Divisione Anticrimine aveva predisposto.
Ebbene, giova al riguardo sottolineare che le disposizioni contenute, a parere di questa Segreteria, contengono degli ordini di difficile comprensione e/o attuazione, laddove ad esempio viene "consigliato" al personale di origliare alla porta con lo scopo di intercettare eventuali rumori sospetti, o quando si dispone di chiedere all'arrestato se ha avuto o ha delle patologie mediche. Il massimo, ci sia consentito poi, è stato raggiunto nell'obbligare gli operatori addetti alla vigilanza a far apporre all'arrestato talmente tante firme da non riuscire a capire se si parla di un  arrestato o di un divo che dispensa ai suoi fans degli autografi.
Ci sia concesso Egregio Signor Questore questa punta sarcastica, atteso che la materia tanto dibattuta dagli organi di stampa non ha trovato nell'Amministrazione qualcuno che sentisse il bisogno, prima di far uscire le consegne per il personale, d’indire apposite riunioni con i responsabili degli uffici e/o i responsabili dei settori con lo scopo di illustrare meglio i compiti che dovevano poi essere esplicitati dal personale addetto alla vigilanza.
Il risultato è che oggi tutti chiedono invano delucidazioni.
A titolo esemplificativo, non si comprende ad esempio poi se, chi ha il compito di vigilare l'arrestato deve anche provvedere alla traduzione di quest'ultimo presso il tribunale e, se si, come dovrà avvenire questo delicato compito che non termina nel momento in cui si arriva in tribunale ma, comporta una vigilanza continuativa fintantoché il giudice non ne dispone la custodia in carcere o la remissione in libertà.
Inoltre, non si comprende come dovranno fare gli uffici che non disponendo di un  turno continuativo in quinta, si vedranno coinvolti in una vigilanza dell'arrestato e quindi obbligati a chiamare a casa dei dipendenti per predisporre i relativi turni di servizio.
Ecco queste e tante altre perplessità ci impongono di richederLe un urgente incontro con la S.V. con l'intento di poter finalmente dare delle risposte e fugare molti dubbi che hanno assalito il personale e questa O.S., dall'emanazione dell'ordinanza sopra detta.
Da ultimo ma non per questo di minor importanza, anzi proprio il contrario, Le vogliamo raccontare tralasciando alcuni particolari, cosa è successo lunedì 9 gennaio 2012, in una cella di sicurezza che aveva all'interno un'arrestata che presentava una particolare situazione fisiologica normale per una donna (il ciclo mestruale).

Ebbene non essendo la nostra struttura dotata di assorbenti igienici (?), qualcuno che non sappiamo chi sia, ha pensato bene di inviare in mattinata la volante 11 all'Ospedale all'Angelo per reperire un pacco di assorbenti.
Si immagina la scena Signor Questore?
Due poliziotti in divisa entrambi uomini che dopo aver a lungo cercato tra i vari meandri/reparti ospedalieri ricevono l'agognato pacco e ponendoselo sotto l'ascella lasciano l'ospedale tra lo stupore e le risate del personale medico - infermieristico e perché no degenti e familiari che molto probabilmente hanno compreso che la sicurezza è ormai diventata una chimera!!!!!!!
Possibile diciamo noi che non si poteva trovare rimedio a questa situazione incresciosa prima ancora di emanare le consegne? Origliare alle porte si...... acquistare degli assorbenti no........
Possibile poi che non si sia pensato che sarebbe stato più opportuno inviare in ospedale una collega donna e possibilmente in borghese?
Possibile che chi ha dato questa disposizione alla sala operativa non abbia pensato che già una volante era ferma per vigilare l'arrestata e distoglierne un'altra avrebbe potuto creare dei seri rischi di autotutela per l'unica macchina scampata (diciamo noi) a questa tragicomica situazione?
Per notizia la volante 11 al ritorno dalla “delicata missione all’ospedale” ha dovuto uscire con un certa urgenza per effettuare un intervento 113.
Non siamo meravigliati di questo increscioso ritardo di comunicazione, siamo arrabbiati che i poliziotti debbano subire queste assurde angherie, dettate da troppa superficialità da parte di chi essendo responsabile di uffici, sottovaluta o peggio se ne frega di queste cose.
Crediamo che spetti a Lei di verificare il perché sia accaduto questo increscioso evento, con l’auspicio che un Suo formale intervento possa scongiurare in futuro, simili fatti.
Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 14:02
 
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