Egregio Signor Questore
in data 30 dicembre u.s. la S.V. ha emanato apposita ordinanza relativamente all'apertura e utilizzo delle celle di sicurezza site all'interno della Questura.
In detta nota, Lei faceva esplicito riferimento alle consegne che il Dirigente la Divisione Anticrimine aveva predisposto.
Ebbene, giova al riguardo sottolineare che le disposizioni contenute, a parere di questa Segreteria, contengono degli ordini di difficile comprensione e/o attuazione, laddove ad esempio viene "consigliato" al personale di origliare alla porta con lo scopo di intercettare eventuali rumori sospetti, o quando si dispone di chiedere all'arrestato se ha avuto o ha delle patologie mediche. Il massimo, ci sia consentito poi, è stato raggiunto nell'obbligare gli operatori addetti alla vigilanza a far apporre all'arrestato talmente tante firme da non riuscire a capire se si parla di un arrestato o di un divo che dispensa ai suoi fans degli autografi.
Ci sia concesso Egregio Signor Questore questa punta sarcastica, atteso che la materia tanto dibattuta dagli organi di stampa non ha trovato nell'Amministrazione qualcuno che sentisse il bisogno, prima di far uscire le consegne per il personale, d’indire apposite riunioni con i responsabili degli uffici e/o i responsabili dei settori con lo scopo di illustrare meglio i compiti che dovevano poi essere esplicitati dal personale addetto alla vigilanza.
Il risultato è che oggi tutti chiedono invano delucidazioni.
A titolo esemplificativo, non si comprende ad esempio poi se, chi ha il compito di vigilare l'arrestato deve anche provvedere alla traduzione di quest'ultimo presso il tribunale e, se si, come dovrà avvenire questo delicato compito che non termina nel momento in cui si arriva in tribunale ma, comporta una vigilanza continuativa fintantoché il giudice non ne dispone la custodia in carcere o la remissione in libertà.
Inoltre, non si comprende come dovranno fare gli uffici che non disponendo di un turno continuativo in quinta, si vedranno coinvolti in una vigilanza dell'arrestato e quindi obbligati a chiamare a casa dei dipendenti per predisporre i relativi turni di servizio.
Ecco queste e tante altre perplessità ci impongono di richederLe un urgente incontro con la S.V. con l'intento di poter finalmente dare delle risposte e fugare molti dubbi che hanno assalito il personale e questa O.S., dall'emanazione dell'ordinanza sopra detta.
Da ultimo ma non per questo di minor importanza, anzi proprio il contrario, Le vogliamo raccontare tralasciando alcuni particolari, cosa è successo lunedì 9 gennaio 2012, in una cella di sicurezza che aveva all'interno un'arrestata che presentava una particolare situazione fisiologica normale per una donna (il ciclo mestruale).
Ebbene non essendo la nostra struttura dotata di assorbenti igienici (?), qualcuno che non sappiamo chi sia, ha pensato bene di inviare in mattinata la volante 11 all'Ospedale all'Angelo per reperire un pacco di assorbenti.
Si immagina la scena Signor Questore?
Due poliziotti in divisa entrambi uomini che dopo aver a lungo cercato tra i vari meandri/reparti ospedalieri ricevono l'agognato pacco e ponendoselo sotto l'ascella lasciano l'ospedale tra lo stupore e le risate del personale medico - infermieristico e perché no degenti e familiari che molto probabilmente hanno compreso che la sicurezza è ormai diventata una chimera!!!!!!!
Possibile diciamo noi che non si poteva trovare rimedio a questa situazione incresciosa prima ancora di emanare le consegne? Origliare alle porte si...... acquistare degli assorbenti no........
Possibile poi che non si sia pensato che sarebbe stato più opportuno inviare in ospedale una collega donna e possibilmente in borghese?
Possibile che chi ha dato questa disposizione alla sala operativa non abbia pensato che già una volante era ferma per vigilare l'arrestata e distoglierne un'altra avrebbe potuto creare dei seri rischi di autotutela per l'unica macchina scampata (diciamo noi) a questa tragicomica situazione?
Per notizia la volante 11 al ritorno dalla “delicata missione all’ospedale” ha dovuto uscire con un certa urgenza per effettuare un intervento 113.
Non siamo meravigliati di questo increscioso ritardo di comunicazione, siamo arrabbiati che i poliziotti debbano subire queste assurde angherie, dettate da troppa superficialità da parte di chi essendo responsabile di uffici, sottovaluta o peggio se ne frega di queste cose.
Crediamo che spetti a Lei di verificare il perché sia accaduto questo increscioso evento, con l’auspicio che un Suo formale intervento possa scongiurare in futuro, simili fatti.
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